L’agevolazione introdotta dal decreto Rilancio è ancora una volta al centro dell’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Questa volta, in particolare, è stata esaminata la possibilità di fruire del superbonus 110 per gli immobili non residenziali. Vediamo quanto è stato chiarito.

Con la risposta n. 538, l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che con la circolare n. 24/E del 2020 è stato precisato che, ai sensi dell’articolo 119 del decreto Rilancio, che ha introdotto l’agevolazione, il superbonus 110 spetta a fronte del sostenimento delle spese per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici nonché di riduzione del rischio sismico. L’aliquota del 110 per cento si applica alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e su un ammontare massimo delle spese stesse pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Il superbonus 110 per cento spetta, inoltre, a fronte di ulteriori interventi, i cosiddetti interventi “trainati”, realizzati congiuntamente ai primi, i cosiddetti interventi “trainati”. L’agevolazione non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 nonché alla categoria catastale A/9 per le unità immobiliari “non aperte al pubblico”.

Con la circolare 8 luglio 2020, n. 19/E, è stato specificato che è possibile “fruire della detrazione d’imposta, in caso di lavori in un fienile che risulterà con destinazione d’uso abitativo solo a seguito dei lavori di ristrutturazione che il contribuente intende realizzare purché nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d’uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo”.

Secondo quanto sottolineato dall’Agenzia delle Entrate, lo stesso principio si può applicare agli interventi antisismici ammessi al superbonus. Quindi, è possibile fruire della detrazione nella misura del 110 per cento delle spese sostenute per gli interventi di riduzione del rischio sismico, anche nell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso in abitativo dell’immobile oggetto dei lavori, “purché nel provvedimento amministrativo che assente questi ultimi risulti chiaramente tale cambio e sempreché l’immobile rientri in una delle categorie catastali ammesse al beneficio”.

Via libera dunque al superbonus 110 per gli immobili non residenziali se è previsto il cambio di destinazione d’uso in abitativo. Il cambio di destinazione d’uso in immobile abitativo deve risultare chiaramente dal provvedimento amministrativo che autorizza i lavori.

Fonte articolo: Idealista.it